Posted by pattume on Martedì Set 7, 2010 Under centrodestra
Dopo aver visto l’intervento di Fini a Mirabello, Berlusconi e Bossi hanno tentato un esperimento di pura fantascienza: l’unione dei loro cervelli. Il premier e il Senatur sono stati collegati a un Commodore 64 e hanno partorito una linea comune da sottoporre al presidente Napolitano: richiedere le dimissioni del Presidente della Camera.
Arriva Gheddafi e il Governo Italiano si genuflette, trasformando l’Italia in un Parco Giochi personale del dittatore libico. Ben 700 ragazze pagate per assistere alla lezione sul Corano lasciano il dubbio su un’evoluzione del lettone di Putin. Nel frattempo la religione europea sarà l’Islam (parola di Gheddafi) per buona pace dei leghisti troppo impegnati a piantonare i musulmani e il loro Ramadan.E’ finito il circo? No c’è ancora spazio per il carosello dei carabinieri che sfilano per il leader libico..gentile omaggio del ministro Maroni.
Lo ha capito Fabio Granata, deputato del PdL: chi invoca più moralità va punito o cacciato. Ora una commissione (i probiviri) convocherà l’uomo di Fini e dovrà giudicarlo. Probabilmente l’ex An sarà sottoposto a una prova da superare: potrà scegliere tra una tangente da incassare e un concorsino esterno in associazione mafiosa..solo così potrà rimanere nel partito dell’amore.
Berlusconi assicura che nel PdL tutto è perfetto: gli indagati, i corrotti non esistono se non nella mente di qualche complottista di sinistra.
E la P3? Solo qualche mela marcia ha tuonato Tremonti. Peccato che ormai il tanfo di corruzione è sempre più forte. No caro ministro..la puzza non viene dalla cassetta, ma da un albero marcio. Quell’albero si chiama PdL
Berlusconi è ormai alla frutta. L’ultima cena a casa di Vespa per convincere Casini a entrare nel Governo non è piaciuta alla Lega di Bossi che evidentemente non ama la macedonia. “O noi o loro” ha tuonato il senatur. Mestamente Berlusconi (che non sa che pesci pigliare) per un consiglio ha telefonato al polpo Paul.
Il Ministro di nonsisacosa ha dato le dimissioni rinunciando (testuali parole) al legittimo impedimento. Peccato che non ne avesse diritto. E’ come se io rinunciassi allo stipendio di parlamentare..
Comunque anche Berlusconi ha condiviso la scelta. Prima però ha dovuto cercare la parola “dimissioni” nel vocabolario. Su internet non ha trovato nulla..ma lui usa Gogol..si sa..
Preoccupatissimi invece gli altri inquisiti, ma i vari Fitto, Dell’Utri, Cosentino, Matteoli e Verdini sono stati rassicurati dal premier: “Abbiamo ancora tanto lavoro da fare”.
E’ l’uomo dei tagli: Berlusconi gli ha lasciato la patata bollente e lui ha iniziato a sforbiciare. ZacZac un taglio al pubblico impiego. ZacZac un taglio agli enti locali già praticamente in mutande. Qualche provincia è saltata e Bossi ha già minacciato la guerra civile per il taglio della provincia di Bergamo, dimenticando forse di essere al Governo.
Non c’è niente di strano: quante volte siamo stati in un bar, abbiamo preso un caffè, chiaccherato con gli amici e al momento di pagare alla cassa abbiamo sentito la classica frase “Già pagato”. Anche a Scajola è successo..qualcuno gli ha pagato la casa a sua insaputa!
Anche noi vogliamo una casa (non per forza di fronte al Colosseo..anche in periferia va bene) pagata senza dircelo!